Partito dei Comunisti Italiani Al Lavoro per la Sinistra
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Descrivere la toscana è un esercizio complicato...

di Nino Frosini. Descrivere la toscana è un esercizio complicato sotto molti punti di vista. C’è infatti una Toscana che ancora “tiene” sotto il profilo della qualità del vivere.

Descrivere la toscana è un esercizio complicato sotto molti punti di vista. C’è infatti una Toscana che ancora “tiene” sotto il profilo della qualità del vivere.

Una toscana, quindi, che non ha ancora dilapidato quel grande patrimonio nato “dall’impasto” fra civiltà e lavoro che ha dato forma e sostanza al tessuto economico, sociale e culturale della nostra regione.

Lavoro, solidarietà sociale, partecipazione alla vita politica. Questi sono stati gli assi portanti tramite i quali la toscana ha  prodotto storia e fatto “opinione” in Italia e non solo.

Gran parte di tutto ciò è stato costruito dall’azione costante del PCI.

Esiste però anche “un’altra” toscana..Una toscana, sulla quale sarebbe necessario riflettere senza nulla nascondersi e nella quale oggi assai più di ieri non è cosa da poco costruirsi un futuro o arrivare alla fine del mese.

Una toscana dove i consumi “stagnano” come nel resto del Paese e dove le prospettive di ripresa economica sono piuttosto indefinite. 

Difficile, per esempio, intuire quale sia, e quale sia stata l’azione del governo regionale nei processi economici in corso che ne stanno ridisegnando i contorni sociali.

 Siamo la regione con la più alta incidenza di lavoro precario e con un indice di infortuni sul lavoro fra i più consistenti d’Italia e d’Europa. Siamo alle prese con una deindustrializzazione galoppante e

siamo anche una regione nella quale la presenza dei poteri forti si fa sentire in ogni settore della vita pubblica .

Certo, si tratta di poteri forti la cui ragione sociale è in parte diversa rispetto a quelli tradizionalmente conosciuti in Italia. Così come  diversi ne sono gli atti e le finalità, anche se ciò non ne modifica granchè l’ impatto sociale.

Ogni assetto istituzionale in tutte le sue diramazioni fra enti e fondazioni.

Ogni consiglio d’amministrazione delle nuove “holding” pubblico-private, magari aspiranti ad essere quotate in borsa.

Ogni settore riconducibile al mondo delle cooperative è quasi del tutto in mano ad un unico partito : i DS.

E l’informazione ( la stampa insieme a tutti i media più o meno riconducibili all’area di centrosinistra ) è pesantemente condizionata da linee editoriali gradite alla quercia.

Alcuni di questi, come la “Repubblica”, a dir la  verità, coniugano  l’estrema attenzione riservata agli svariati “leader” diessini impegnati in qualsivoglia pubblica attività con una tendenza decisamente filo Partito Democratico. A tutto il resto sono riservate le briciole.

Naturalmente ci sono briciole più o meno grosse e qualcuna addirittura comicamente inesistente come quelle riservate a noi del PdCI che su quel “foglio” siamo cancellati persino dal taccuino elettorale.

 Si consideri che l’arrivo di Oliviero Diliberto a Firenze per un’iniziativa elettorale non ha trovato alcuna accoglienza  su Repubblica. Nemmeno un rigo per annunciarla e un “francobollo” per commentarla grossolanamente attingendo poco e male dalle agenzie.    

Difficile “dare i numeri” ma certamente il potere reale in toscana , al 90% si trova in mano ai DS e pensiamo che proprio la  “necessaria” spartizione “riequilibrante” a cui guarda la Margherita sarà uno degli ostacoli più impegnativi sulla via della trasformazione dei due soggetti politici nel  Partito Democratico.       

Sconfitto Berlusconi ed il centrodestra questi punti torneranno prepotentemente all’ordine del giorno e noi comunisti non ci sottrarremo dall’affrontarli.

Regione Toscana A.N.P.I. CGIL Italia Cuba Emergency